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FREDERICK FLORIN/AFP/Getty Images)

Con una storica presa di posizione, il Parlamento Europeo ha dichiarato lo stato di “emergenza climatica e ambientale”. È la prima volta che a farlo è un continente intero.

Il voto è arrivato a a pochi giorni dall’inizio della 25ma Conferenza della parti (Cop25) sul cambiamento climatico, attualmente in corso a Madrid fino al 15 dicembre. In totale, sono stati 429 i voti a favore (225 contrari e 19 astensioni) della dichiarazione.

Gli eurodeputati hanno sostenuto di voler aumentare gli sforzi sulle emissioni, puntando a una riduzione dei gas serra pari al 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, un miglioramento di 15 punti percentuali rispetto all’attuale obiettivo del 40%. Ciò che la risoluzione chiede è che Bruxelles si impegni alla Conferenza delle Nazioni Unite per una riduzione a zero delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050. 

Inoltre, con la risoluzione si sollecita anche un impegno in termini legislativi e di bilancio verso l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali, come chiede anche l’accordo di Parigi.

La neoeletta presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Se c’è un campo in cui il mondo ha bisogno della nostra leadership è la protezione del clima. E’ un problema esistenziale per l’Europa […]”

Ulteriore tema affrontato è la responsabilità istituzionale degli europarlamentari per ridurre l’emissione di CO2. E’ stato infatti adottato un emendamento con il quale si chiede agli Stati Membri di accordarsi per una sede unica del Parlamento Europeo (attualmente tre: Strasburgo, Bruxelles, e il Lussemburgo).