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“Sconfiggere la povertà non è un anno di carità ma un atto di giustizia”
Nelson Mandela

In economia, il concetto di povertà rappresenta un fenomeno profondamente legato allo sviluppo delle società: “povero” non è soltanto chi possiede poco denaro, ma chi non è in grado di assicurarsi i mezzi indispensabili alla propria sopravvivenza. La povertà va ben oltre la sola mancanza di guadagno e di risorse per assicurarsi da vivere in maniera sostenibile. Tra le sue manifestazioni ci sono la fame e la malnutrizione, l’accesso limitato all’istruzione e agli altri servizi di base, la discriminazione e l’esclusione sociale, così come la mancanza di partecipazione nei processi decisionali.

In molte zone in via di sviluppo una persona su cinque vive al di sotto della soglia minima di povertà assoluta (fissata globalmente in 1,25 dollari al giorno), ovvero diversi milioni di persone continuano a vivere in condizioni di miseria, malnutrizione, discriminazione sociale e accesso limitato all’istruzione e ad altri servizi di base. Per queste ragioni nel 2015 le Nazioni Unite hanno fissato come primo obiettivo dell’Agenda 2030 quello di sconfiggere la povertà, un traguardo raggiungibile attraverso la costruzione di politiche nazionali e internazionali per il miglioramento dei sistemi di protezione sociale per le fasce più deboli della popolazione.

Per ridurre le disuguaglianze occorre innanzitutto potenziare il Reddito di inclusionesviluppare con urgenza un piano di contrasto alla povertà allo scopo di creare posti di lavoro sostenibili e di promuovere l’uguaglianza. Sono necessari interventi redistribuitivi in grado di incidere sull’effettiva parità di accesso alle opportunità e sulla formazione dei redditi primari, attraverso linee di intervento prioritarie quali: la realizzazione di un’azione pubblica che riduca i divari derivanti dall’influenza delle condizioni familiari sulla capacità di accedere a servizi di qualità nei campi dell’istruzione e della salute.

Un obiettivo globale
Misure di questa natura dovrebbero consentire entro il 2030 di ridurre almeno della metà la percentuale di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà assoluta, ma da sole non bastano per sradicare del tutto la povertà dal mondo. È necessario infatti che gli Stati collaborino tra loro al fine di creare politiche comuni a livello regionale, nazionale e internazionale per promuovere investimenti nelle azioni di lotta alla povertà e alla discriminazione. Per ridurre disuguaglianze e povertà è necessario governare la rivoluzione digitale e assumere una nuova visione politica e culturale.

Le misure di contrasto alla povertà possono operare su più livelli, non solo quello del reddito ma anche quello del reinserimento sociale e lavorativo. Per aiutare un nucleo familiare a superare la soglia di povertà è infatti necessario, da una parte, fornire accesso immediato ai mezzi necessari a sostenere le spese di base e, dall’altra, favorire le condizioni per garantire l’autonomia nel lungo periodo e contrastare i fenomeni che portano una famiglia a ricadere in stato di povertà.

 

(redazione)