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GOAL 14

L’acqua della pioggia e quella potabile, il clima, il nostro cibo e persino l’ossigeno nell’area che respiriamo sono elementi forniti e regolati dal mare. Rappresentano inoltre, la più grande riserva di sussistenza al mondo: più di 3 miliardi di persone dipende proprio dagli oceani.
L’Acquacoltura contribuisce alla produzione di proteine, in particolare le alghe come l’agar e la spirulina, sono utili sia per l’alimentazione che per l’industria, quindi un’attenta gestione dell’acqua è fondamentale. Ecco le mete prefissate dall’ONU per il 2030:
1° Ridurre l’inquinamento marino, in particolar modo quello derivante da attività esercitate sulla terraferma.
2° Regolare la pesca ponendo fine a quella senza limiti e a quella illegale. Infatti la pesca senza limiti praticata con imbarcazioni sempre più efficienti sta compromettendo il delicato equilibrio del mare.
Per contrastare il saccheggio del mare, le istituzioni internazionali hanno introdotto la quota massima di pescato: un limite massimo di pesci di una certa specie che può essere pescata in un determinato periodo dell’anno. L’esigenza è quella di tenere sotto controllo il tasso di riproduzione e di sfruttamento dei pesci.
3° Potenziare l’utilizzo sostenibile degli oceani e delle loro risorse.
4° Aumentare i benefici economici dei piccoli stati insulari in via di sviluppo, utilizzando in modo più sostenibile, le risorse marine, la pesca, l’acquacoltura e il turismo.

 

GOAL 15

Le foreste sono una risorse indispensabile per il nostro pianeta: riducono l’effetto serra, sono importanti regolatori climatici, riducono i rischi idrogeologici con le radici degli alberi e sono l’habitat naturale per migliaia di esseri viventi.
La deforestazione e la desertificazione causate dalle attività dell’umo e dal cambiamento climatico, pongono grosse sfide allo sviluppo sostenibile e condizionano la vita di milioni di persone.
L’area più colpita dalla deforestazione è la foresta Amazzonica dove si trova la più alta biodiversità del pianeta.
Alcune attività dell’uomo, hanno più di altre, un forte impatto ambientale, si prenda in considerazione la produzione della gomma che, dal 1800 a oggi ha portato all’abbattimento di intere foreste in Asia e Africa meridionale, oppure l’estrazione dell’argilla che provoca enormi danni al territorio per la profondità delle cave e per la sua naturale friabilità che tende a far franare le pareti dello scavo.
Tutti questi temi allarmanti riguardano l’obiettivo per lo sviluppo sostenibile “Vita sulla terra”.
L’ONU si ripromette in primo luogo di:
1° Arrivare nel 2030 a gestire le foreste in modo sostenibile con l’arresto della deforestazione, il ripristino delle terre degradate e di quelle colpite da desertificazione, siccità e inondazioni.
2° Arrestare il degrado della terra garantendo l’utilizzo sostenibile degli ecosistemi di acqua dolce terrestri e dell’entroterra.
3° Fermare la distruzione della biodiversità, proteggendo le specie a rischio d’estinzione, ponendo fine al bracconaggio e al traffico delle specie protette di flora e fauna.

(redazione)