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Bologna, 24 maggio 2019 – “Su le mani per il pianeta”. Questo è il telegrafico, ma ben scandito, slogan gridato dagli studenti di Bologna che questa mattina hanno aderito al secondo round del #FridayforFuture.

Dopo il successo della mobilitazione dello scorso 15 marzo, anche oggi traffico bloccato sui viali Masini e Berti Pichat: una giornata dedicata ai problemi causati dall’azione dell’uomo in termini di cambiamento climatico e sfruttamento delle risorse naturali. “Chiunque sei, ovunque sei, abbiamo bisogno di te”: con queste parole Greta Thunberg in uno dei suoi tanti appelli sta sensibilizzando il mondo, chiedendo a tutti azioni concrete contro i cambiamenti climatici e una sostenibilità ambientale che dia futuro a tutti.

I ragazzi chiedono un cambiamento del sistema a livello globale e locale facendo presente il problema “della cementificazione dei Prati di Caprara: che rimanga un bosco urbano” e ancora “vogliamo che il Passante di Mezzo non venga realizzato, in qualsiasi forma, e non devono essere aperti ulteriori supermercati nella nostra città”.

Insieme a loro ci sono anche i sindacati: mentre la Cgil Emilia-Romagna ha esortato i suoi delegati ad aderire allo sciopero, i metalmeccanici della Fiom sono in corteo al fianco dei ragazzi perché “l’industria deve essere al passo con i cambiamenti necessari che ci chiede l’ambiente”.

Una manifestazione pacifica e organizzata: microfoni collegati ad un amplificatore alimentato da una bicicletta a pannelli solari, costruita a costo 0 dagli stessi ragazzi!
Si passa anche dal fulcro universitario: via Zamboni. Si aggregano gli studenti dell’Università di Bologna che chiedono all’Alma Mater di “diventare più sostenibile, insegnare certi temi anche a lezione e prendere una chiara posizione sull’ambiente”.