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Il rapporto dell’Asvis 2018 fornisce una panoramica molto chiara dello stato di attuazione in Italia dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, sono inoltre riportate proposte concrete per rispettare gli impegni presi nel 2015. Dall’analisi dei dati, delle evidenze raccolte nell’ultimo anno è chiaro che difficilmente riusciremo a raggiungere gli obiettivi prefissati con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Sono tanti i miglioramenti e le azioni intraprese dai paesi firmatari, ma i SDGs (Sustainable Development Goals, SDGs nell’acronimo inglese) rimangono un miraggio.

In Europa e in generale in tutto il mondo si rilevano avanzamenti sul piano degli investimenti nelle energie rinnovabili o nella lotta all’uso indiscriminato della plastica, sono però preoccupanti le statistiche relative alla fame, alle disuguaglianze e all’aumento dei flussi migratori. Le Istituzioni europee del resto non hanno ancora formulato e diffuso le modalità con cui intendono assumere l’Agenda 2030 come quadro di riferimento per tutte le azioni politiche.
L’Italia non brilla certamente per iniziativa e prontezza rispetto a queste tematiche, i ritardi della politica non consentono un’evoluzione rilevante verso la sostenibilità. 

“Si sono persi tre anni per dotarsi di una governance che orienti le politiche allo sviluppo sostenibile”, ha sottolineato Enrico Giovannini , portavoce dell’Asvis, “ciò che manca è una visione coordinata delle politiche per costruire un futuro dell’Italia equo e sostenibile. Il confronto nelle ultime elezioni non si è svolto intorno a programmi chiari in questo senso. L’imminente Legge di Bilancio deve cogliere le enormi opportunità, anche economiche, offerte dalla transizione allo sviluppo sostenibile”.

Il Rapporto ASviS illustra anche delle proposte concrete,  delle azioni “di sistema” che le istituzioni dovrebbero acquisire con urgenza:

  • avviare il dibattito parlamentare per introdurre lo sviluppo sostenibile tra i principi              fondamentali della nostra Costituzione;
  • dare attuazione alla Direttiva firmata il 16 marzo scorso dal Presidente del Consiglio e        costituire presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la “Commissione nazionale per      lo sviluppo sostenibile”;
  • accompagnare la presentazione della prossima Legge di Bilancio con un rapporto                sull’impatto atteso di quest’ultima sui 12 indicatori di Benessere Equo e Sostenibile            (BES) entrati nella programmazione finanziaria;
  • trasformare il “Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica” (CIPE) in      “Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile”;
  • adottare un’Agenda urbana nazionale basata sugli SDGs, che si proponga come                  l’articolazione urbana della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile;
  • istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un organismo permanente per la                      concertazione con la società civile delle politiche a favore della parità di genere;
  • predisporre “linee guida” per le amministrazioni pubbliche affinché esse applichino              standard ambientali e organizzativi che contribuiscano al raggiungimento degli SDGs;
  • intervenire con la Legge di Bilancio o con altro strumento normativo agile per assicurare      il conseguimento dei 22 Target che devono essere raggiunti entro il 2020;
  • allargare alle imprese di media dimensione l’obbligo di rendicontazione non finanziaria,        strumento ormai indispensabile per accedere al crescente flusso di investimenti attivati        dalla “finanza sostenibile”.

Scarica qui la Presentazione del Rapporto ASviS 2018

 

La redazione

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