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Vi sembra certamente una cosa naturale aprire un rubinetto da cui scende l’acqua potabile per bere e cucinare, avere a disposizione tutta l’acqua che si vuole per lavarsi e utilizzare i servizi igienici, magari andare a lezione di nuoto in una bella piscina comunale, ma forse non sapete che questi diritti per moltissime persone nel mondo sono un obiettivo ancora lontano da raggiungere.

Proviamo a leggere alcuni dati:
• oltre il 40% della popolazione mondiale ha problemi di scarsità d’acqua;
• oltre 1,7 miliardi di persone vivono vicino a fiumi dove si preleva più acqua di quanta se ne riformi naturalmente;
• almeno 2,4 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienici;
• ogni anno milioni di persone, in gran parte bambini, muoiono per malattie causate dalla mancanza di acqua potabile o di igiene e pulizia.

Soluzioni che non funzionano:
Per assicurarsi acqua a sufficienza, molti Paesi hanno deviato fiumi, costruito canali e dighe immense. Queste azioni sono magari riuscite a portare acqua alle piantagioni e a produrre elettricità, ma spesso con gravi danni per l’ambiente e togliendo acqua alle popolazioni locali. Senza contare che a volte sono nate delle vere e proprie guerre per l’acqua tra Paesi confinanti.

Un’altra soluzione è la desalinizzazione dell’acqua del mare: sono però necessari impianti che costano molto e richiedono un grande consumo di energia. Se lo possono perciò permettere solo Paesi molto ricchi, come i Paesi produttori di petrolio.

 

CHE COSA PROPONE L’OBIETTIVO 6?
Sulla questione dell’acqua l’Obiettivo 6 propone diversi traguardi da raggiungere entro il 2030, ma è  necessario migliorare la qualità dell’acqua diminuendo l’inquinamento (discariche di rifiuti non controllate, sostanze chimiche pericolose nelle acque dei fiumi, gli scarichi urbani non depurati, ecc.).
È importante proteggere tutti gli ecosistemi legati all’acqua, come le montagne, le foreste, le paludi, i fiumi, i laghi, le acque sotterranee.
Per aumentare la quantità d’acqua disponibile bisogna evitare gli sprechi, riciclarla quando è possibile e rendere più efficiente la distribuzione negli acquedotti.
E ultimo, ma non meno importante, anzi, direi che sia fondamentale insegnare alle comunità a gestire bene la propria acqua e ad adottare sane abitudini igieniche.

 

(redazione)